alla cena.
L’anno dopo ancora, una carta regalo per la spesa. “Oh, questa è arrivata per posta”, disse con noncuranza. Sapevo benissimo che l’aveva comprata lei stessa.
Una volta, si offrì persino di aiutarlo a trovare una stanza da qualche parte.
Eli sussultò come se gli avesse offerto delle manette. “Non posso”, disse, educato ma fermo.
“Perché no?”
I suoi occhi si posarono su di me,poi si abbassarono a terra. “Perché preferirei congelare piuttosto che essere in debito con qualcuno.”
Lei non protestò. Annuì soltanto. “Va bene. Ma la